T. 0461 271000

Museo Diocesano

Home News e Territorio Musei e Attrazioni Museo Diocesano

L'edificio nel quale ha sede il Museo Diocesano Tridentino, comunemente denominato Palazzo Pretorio, fu dall'alto Medioevo residenza dei vescovi di Trento. In epoca imprecisata, tra IX e X secolo, la basilica cimiteriale di S. Vigilio assunse la funzione di cattedrale cittadina, ruolo assegnato in precedenza all'"ecclesia intra civitatem" di cui parla la Passio Sancti Vigilii, ubicata nell'area della chiesa di S. Maria Maggiore. Fu allora che la residenza vescovile venne trasferita dalla sua sede più antica all'area compresa tra i resti della Porta Veronensis e la testata della basilica vigiliana: qui fu eretto il "palatium episcopatus", dotato di una propria cappella dedicata ai Ss. Biagio e Lucia. L'edificio si componeva presumibilmente di una serie di case murate e cortili; la parte adiacente al duomo, il cosiddetto 'Castelletto dei Vescovi', fu distrutta da un incendio e riedificata da Federico Vanga (1207-1218).

Intorno al 1255 Egnone di Appiano trasferì la residenza vescovile nella fortezza fatta edificare da Sodegerio di Tito, podestà imperiale, sul dosso del Malconsey. Iniziò così il progressivo abbandono dell'antico "palatium episcopatus", adibito parzialmente a sede della Corte di Giustizia e del pretore. Nel 1533 Cristoforo Madruzzo cedette la parte verso la Torre di Piazza al Monte di Pietà che, a sua volta, subaffittò il secondo piano ai consoli della città e al Collegio dei dottori. Nel 1676 Sigismondo Alfonso Tuhn promosse il restauro dell'edificio, unificando la facciata che perse l'originaria configurazione romanica data dalla presenza di bifore e trifore. Nel 1780 il Comune fece demolire la loggia rinascimentale poggiata alla torre e affidò all'arch. Claudio Carneri il compito di integrare tale spazio al resto dell'edificio con un nuovo corpo di fabbrica. Fino al 1883 il palazzo fu sede dell'i.r. Tribunale Circolare; in seguito dell'i.r. Direzione del Genio e nel secondo dopoguerra del Comando regionale del Corpo delle foreste demaniali. Negli anni cinquanta infine la parte fu acquistata dalla Cattedrale. Dopo un radicale restauro, finalizzato al recupero dell'antica facciata romanica, e al ripristino dell'immobile, nel 1963 il palazzo venne adibito a sede stabile del Museo Diocesano Tridentino.