MUSE: alla scoperta del museo delle scienze a Trento

Laura Copelli

11 Luglio 2019

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Una vacanza in giro per Trento non significa solo passeggiate nella natura, piatti tipici del Trentino e degustazioni di buon vino: la città è ricca di cultura e una visita al Muse, il museo delle scienze di Trento, progettato da Renzo Piano, è senz’altro una scelta azzeccata per un pomeriggio all’insegna dell’apprendimento e dell’intreccio del sapere col fare. Il museo della scienza, inaugurato nel 2013, si trova vicinissimo al centro (sono 10 minuti a piedi da Piazza del Duomo) ed è una tappa obbligata per la conoscenza di un territorio ricco di storia come quello intorno a Trento

La vicinanza al centro storico lo rende una tappa particolarmente adatta per gli ospiti del Grand Hotel Trento, che potranno usufruire anche del biglietto salta-fila.
Se il vostro approccio nei confronti dei musei è sempre stato accompagnato dalla frase “Uffa, che noia”, dopo aver visitato il Muse di Trento dovrete sicuramente ricredervi. La struttura stessa del museo, altamente innovativa, richiama le cime frastagliate delle Dolomiti e propone un percorso espositivo unico. Non a caso, se digitate su Google “museo Trento”, il Muse si guadagna il primo posto fra i risultati di ricerca, anche grazie alla sua unicità.

Muse, museo Trento

Una finestra aperta sulle Dolomiti del Trentino

Il Muse di Trento si distingue da ogni altro museo cui siete abituati, a partire dal percorso espositivo che comincia dalla terrazza e dal piano 4: come se ci trovassimo su una montagna, si parte dalla cima per raccontare la vita sulla Terra. La terrazza infatti, oltre a ospitare mostre e attività, offre un incredibile spettacolo a 360° sulle Dolomiti e sulla valle dell’Adige. Proseguendo, lo spazio espositivo del 4° piano accompagna il visitatore in una vera e propria esperienza multisensoriale sui ghiacciai del Trentino, permettendogli di assaporare sensazioni che si vivono solo in alta quota.

Si parte dal tunnel Esperienza Glaciale, uno spazio di multivisione di 10 metri, dove vi ritroverete in volo sulle Alpi: planerete sulle cime dolomitiche e sulle foreste, osservando il mutare del paesaggio vivo, vivrete in prima persona l’esperienza della discesa in picchiata e vi troverete anche a fronteggiare una valanga. L’esperienza multisensoriale è resa possibile dalla ricostruzione di un ambiente glacializzato estremamente realistico, che vi consentirà di toccare un vero ghiacciaio e di osservare da vicino gli elementi (come rocce montonate, praterie alpine e crepacci) che lo caratterizzano.

La visita al museo della scienza continua poi al piano 3, dove troverete la galleria “Nel labirinto della biodiversità alpina”: sarete protagonisti di una discesa immaginata lungo un sentiero di montagna, fra animali selvatici, richiami e rituali naturali, per vivere le emozioni nella natura attraverso la suggestione. I più piccoli potranno anche esplorare il bosco e la natura attraverso i sensi.

Giochi, exhibit, reperti naturali originali e repliche da manipolare, animali di peluche, odori, luci e costumi: il percorso di esplorazione per bambini diventa una vera stanza delle meraviglie, ricca di esperienze da vivere. Per tutti poi, ci sarà un percorso alla scoperta delle strategie di sopravvivenza degli animali e delle piante col mutare delle stagioni, attraverso tavoli di approfondimento sulle migrazioni, l’impollinazione, la vita in acqua.

Geologia e preistoria: progresso e storia a braccetto

Il piano 2 del Muse di Trento è dedicato invece alla geologia: un viaggio nella multimedialità vi porterà alla scoperta delle rocce dolomitiche (patrimonio dell’Unesco), dell’evoluzione degli ambienti geologici del passato (vulcani, profondità oceaniche…), delle risorse del sottosuolo, ma non solo. Dal momento che purtroppo l’Italia non è nuova a eventi calamitosi come frane e terremoti, un percorso del Muse vi inviterà ad osservare dal vivo cosa succede in una sala operativa multi-rischi della Protezione Civile durante un’emergenza. In più, una postazione multimediale interattiva vi consentirà di mettervi nei panni degli operatori e di prendere decisioni per gestire alluvioni, terremoti e altre calamità, oltre che di conoscere dati sismologici, idrici e metereologici. Potrete anche osservare cosa accadrebbe se, in caso di intense precipitazioni, non ci fossero le briglie costruite sui torrenti alpini a salvaguardia dei centri abitati.

Pronti per un salto nel passato? Al piano 1 ci si tuffa nella preistoria, con i ritrovamenti locali che illustrano le fasi dell’evoluzione dell’uomo. Un’altra area spesso poco conosciuta è quella dei laboratori di ricerca: al museo Muse ce ne sono quattro, dedicati a fauna, botanica, limnologia, geologia, paleontologia e preistoria. Una vetrata permette allo spettatore di osservare il lavoro degli scienziati e di interagire, in appuntamenti prestabiliti, con i ricercatori.

Che il Muse sia un posto perfetto anche per i più piccoli lo conferma il piano terra, detto anche Maxi Ooh: un intero piano dedicato ai bambini da 0 a 5 anni, che potranno scoprire, annusare, toccare con mano i mondo che li circonda. Ogni sfera è dedicata a un senso, ma non ci sono indicazioni su cosa fare: si sperimenta e anche gli adulti partecipano allo stupore. Sempre al piano 0   (scritto così e no sottolineato perchè, per Seo?)troviamo anche la galleria “Hands-on”, provvista di postazioni interattive dedicate a spiegare la scienza del quotidiano: come stare in equilibrio, avvicinarsi alle illusioni ottiche, scoprire il perché di alcuni fenomeni naturali. 

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